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Cassinisia orobica

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Cassinisia orobica

La Cassinisia orobica è una conifera fossile rinvenuta per la prima volta in Valgerola alla fine degli anni ‘70 del Novecento da un appassionato locale, Edoardo Rapella. E’ stata descritta nel 1996 da un gruppo di paleobotanici olandesi ed italiani, tra i quali l’allora direttore del museo, Fabio Penati, che aveva iniziato lo studio dei campioni depositati in museo, raccolti da Giacomo Perego e Ugo Arosio. Interessante notare che gli studiosi hanno dovuto creare un nuovo genere (Cassinisia) a cui attribuire la specie, in quanto molto diversa dalle altre conifere conosciute.

Si tratta di una pianta vissuta nel Permiano medio-superiore (tra 260 e 240 milioni di anni fa), forse lontana parente delle attuali araucarie, ed estinta ormai da diversi milioni di anni. Quello in provincia di Sondrio è per ora l’unico ritrovamento al mondo e l’unico luogo dove si possono osservare i suoi resti fossili è il museo di Morbegno. Quando questa pianta viveva, la Valgerola come la conosciamo oggi non esisteva, le Alpi non si erano ancora formate e l’ambiente era costituito da una vasta pianura con acquitrini e piccoli corsi d’acqua.

Molto interessante è il processo di fossilizzazione, iniziato probabilmente in un lago nelle cui acque sono caduti dei rametti della pianta e proseguito con una serie di eventi casuali che hanno portato i frammenti vegetali che emergevano dal fondale fangoso a essere ricoperti da spesse incrostazioni di alghe e calcite. In seguito, le cavità lasciate libere dai tessuti vegetali ormai decomposti si sono riempite di fango e, nel corso dei millenni, si sono trasformate in roccia, conservando all’interno i modelli tridimensionali dei rami.



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